Eliminare i Flash Cookies dal PC

Durante la navigazione sul Web, i vari siti visitati lasciano traccia delle visite effettuate tramite l’utilizzo di cookies, piccoli files che permettono ai siti di identificare il nostro account ed in un certo senso anche di spiare le nostre attività, memorizzando per esempio il numero di ingressi o la data dell’ultimo accesso al sito.

Utilizzare regolarmente un buon cleaner per cancellare eventuali cookies ed altre tracce di navigazione è sempre consigliabile. C’è però una categoria di cookies insidiosa e non non molto conosciuta, i cosiddetti Flash Cookies sulla quale occorre fare un po’ di chiarezza. Questi cookies vengono creati dal plugin Flash del browser e mantengono le impostazioni personalizzate per quanto riguarda le applicazioni Flash che utilizziamo mediante il browser, per esempio il player video di YouTube.

Rispetto ai tradizionali Cookies HTTP che registrano al massimo 4 Kilobite di informazioni, questi speciali “Flash Cookies” sono in grado di tracciare e immagazzinare le tue informazioni per decine di MB, e sono molto difficili da rintracciare sul tuo PC dato che sono archiviati separatamente dai normali Cookies facilmente gestibili utilizzando le Opzioni Internet negli Strumenti del browser.

Per visualizzare i Flash Cookies installati è sufficente collegarsi alla pagina Pannello Impostazioni generali della privacy del sito Adobe. Da qui si ha la possibilità, oltre che cancellare i cookies presenti, bloccare la loro memorizzazione deselezionando la spunta “Consenti a contenuto Flash di terze parti di memorizzare dati sul computer” nella scheda “Impostazioni generali di memorizzazione”.

Volendo procedere manualmente all’eliminazione si può cancellare i files con estensione .sol che si trovano nella cartella Application Data all’interno del proprio profilo utente.

Per acceredvi basta premere i tasti Windows+R (o selezionare il pulsante Start e poi Esegui) ed inserire il seguente comando

%APPDATA%\Macromedia\Flash Player\macromedia.com\support\flashplayer\sys\

e premere il bottone OK o il tasto Invio.

Si aprirà quindi la la finestra di Esplora Risorse che punterà alla cartella contenente tutti i Flash Cookie. Non resta altro che eliminare tutti i files .sol presenti nelle varie sottocartelle. Volendo potete aggiungere il percorso adatto al vostro sistema alla lista dei files personalizzati che farete cancellare dal vostro cleaner di fiducia, per automatizzare la procedura.

Garante Privacy: illegittima la diffusione dei redditi on line

L’Autorità Garante per la privacy ha concluso l’istruttoria avviata sulla diffusione, tramite il sito web dell’Agenzia delle entrate, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani. Il Collegio (composto da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan, Giuseppe Fortunato), nel ribadire quanto già sostenuto nel provvedimento con il quale aveva immediatamente invitato a sospendere la pubblicazione on line, ha stabilito che la modalità utilizzata dall’Agenzia è illegittima.

L’Agenzia delle entrate dovrà quindi far cessare definitivamente l’indiscriminata consultabilità, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2005.

La decisione dell’Agenzia contrasta con la normativa in materia. In primo luogo, perché il Dpr n.600/1973 stabilisce che al direttore dell’Agenzia delle entrate spetta solo il compito di fissare annualmente le modalità di formazione degli elenchi delle dichiarazioni dei redditi, non le modalità della loro pubblicazione, che rimangono prerogativa del legislatore. Attualmente, per le dichiarazioni ai fini dell’imposta sui redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell’Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali.

L’inserimento dei dati in Internet, inoltre, appare di per sé non proporzionato rispetto alla finalità della conoscibilità di questi dati.

L’uso di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L’immissione in rete generalizzata e non protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani (non sono stati previsti “filtri” per la consultazione on line) da parte dell’Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: la centralizzazione della consultazione a livello nazionale ha consentito, in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia, di formare archivi, modificare ed elaborare i dati stessi, di creare liste di profilazione e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio la loro stessa esattezza. Tale modalità ha, inoltre, dilatato senza limiti il periodo di conoscibilità di dati che la legge stabilisce invece in un anno.

L’Autorità ha poi rilevato che non è stato chiesto al Garante il parere preventivo prescritto per legge.

L’Autorità ha altresì specificato che va ritenuta illecita anche l’eventuale ulteriore diffusione dei dati dei contribuenti da parte di chiunque li abbia acquisiti, anche indirettamente, dal sito Internet dell’Agenzia. Tale ulteriore diffusione può esporre a conseguenze di carattere civile e penale.

Resta fermo il diritto-dovere dei mezzi di informazione di rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico, purché tali dati vengano estratti secondo le modalità attualmente previste dalla legge.

L’Autorità sottolinea, sin d’ora, che, qualora il Parlamento e il Governo intendessero porre mano ad una revisione della normativa alla luce del mutato scenario tecnologico, si porrà l’esigenza di individuare, sentita l’Autorità, soluzioni che consentano un giusto equilibrio tra forme proporzionate di conoscenza dei dati dei contribuenti e la tutela dei diritti degli interessati.

Il Garante ha stabilito, infine, di contestare all’Agenzia, con separato provvedimento, l’assenza di un’idonea informativa ai contribuenti riguardo alla forma adottata per la diffusione dei loro dati, anche al fine di determinare la relativa sanzione amministrativa.

Per dare la massima conoscibilità al provvedimento e anche per consentire a tutti di avere maggiore consapevolezza che la ulteriore messa in circolazione dei dati è un fatto illecito che può avere anche rilevanza penale, l’Autorità ha disposto la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale.