Dispositivi mobili nelle mire del cyber crimine

Sono minacciose le nubi che si addensano all’orizzonte dei dispositivi mobili. Il motivo? Il cyber crimine sta concentrando la propria attenzione e interesse verso smartphone e tablet. Lo rende noto G Data con la pubblicazione del suo Malware Report. Gli esperti dell’azienda di sicurezza informatica tedesca hanno rilevato che la percentuale di nuovo malware per questi dispositivi ha visto incrementi di circa il 140% nella prima metà dell’anno in corso: in media uno ogni 12 secondi. A dominare la scena sono i Trojan cross-platform. Molti di questi sono progettati per favorire lo spamming o altre attività criminali tra le tanti presenti nel catalogo del cosiddetto eCrime.

“Con i mobile malware i cyber criminali hanno scoperto un nuovo modello di business”, spiega Ralf Benzmüller, Responsabile dei G Data SecurityLabs. ”Al momento i criminali utilizzano soprattutto backdoor, programmi spia e costosi servizi di SMS per danneggiare le loro vittime. Anche se questo particolare segmento del mercato underground è ancora in fase di organizzazione, possiamo già evidenziare un enorme e potenziale rischio per i dispositivi mobili e i loro utenti. Ci aspettiamo pertanto un’ulteriore crescita nel settore dei mobile malware nella seconda metà dell’anno”.

Due esempi di codici maligni per Android

L’app manipolata chiamata Zsone è stata diffusa attraverso il Google Android Market. Questo Trojan manda segretamente i dati di iscrizione a costosi numeri SMS cinesi. Poiché viene anche intercettata la conferma della registrazione, gli utenti possono scoprire questa truffa solo controllando la propria bolletta.

Le funzionalità di NickiBot includono la possibilità di spiare le sue vittime. Una variante del malware chiamato Google++, è disponibile come applicazione per il social network Google+ e registra rumori di background e chiamate. Il malware utilizza un sito per mandare queste informazioni, tra i cui i dati del tracciamento GPS, a chi ha condotto l’attacco. Questo consente ai criminali di accedere alle informazioni personali e determinare dove l’utente si trovi in qualsiasi momento.

Le cose non vanno meglio per i computer, dove la crescita riscontrata dai G Data SecurityLabs nei primi sei mesi del 2011 è stata del 15.7% se confrontata con lo stesso periodo dell’anno precedente. I nuovi programmi malware in grado di infettare i PC sono stati ben 1.245.403, cifra che potrebbe raddoppiare per la fine del 2011, superando il totale di tutto il malware diffuso tra il 2006 e il 2009.

Fonte PCSELF

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