Upgrade di Adobe Flash Player per falle critiche

Adobe ha appena reso disponibile un importante upgrade di sicurezza per Flash Player. La versione rilasciata, 10.3.183.10, pone al riparo da possibili rischi veicolati visitando siti contenenti file Flash appositamente manipolati che innescano malware.

Attraverso questa pagina di Adobe, è possibile verificare la versione installata sul computer ed effettuare l’upgrade a Flash Player 10.3.183.10. E’ bene ricordare che l’operazione di verifica e aggiornamento va effettuata per ciascun browser utilizzato, in quanto, ad esempio, prodotti come Internet Explorer e Mozilla Firefox fanno uso di tecnologie diverse per supportare Flash. Google Chrome include già Adobe Flash Player integrato, pertanto questo browser si aggiorna automaticamente quando è disponibile una nuova versione di Flash Player.

Fonte PCSELF

Dispositivi mobili nelle mire del cyber crimine

Sono minacciose le nubi che si addensano all’orizzonte dei dispositivi mobili. Il motivo? Il cyber crimine sta concentrando la propria attenzione e interesse verso smartphone e tablet. Lo rende noto G Data con la pubblicazione del suo Malware Report. Gli esperti dell’azienda di sicurezza informatica tedesca hanno rilevato che la percentuale di nuovo malware per questi dispositivi ha visto incrementi di circa il 140% nella prima metà dell’anno in corso: in media uno ogni 12 secondi. A dominare la scena sono i Trojan cross-platform. Molti di questi sono progettati per favorire lo spamming o altre attività criminali tra le tanti presenti nel catalogo del cosiddetto eCrime.

“Con i mobile malware i cyber criminali hanno scoperto un nuovo modello di business”, spiega Ralf Benzmüller, Responsabile dei G Data SecurityLabs. ”Al momento i criminali utilizzano soprattutto backdoor, programmi spia e costosi servizi di SMS per danneggiare le loro vittime. Anche se questo particolare segmento del mercato underground è ancora in fase di organizzazione, possiamo già evidenziare un enorme e potenziale rischio per i dispositivi mobili e i loro utenti. Ci aspettiamo pertanto un’ulteriore crescita nel settore dei mobile malware nella seconda metà dell’anno”.

Due esempi di codici maligni per Android

L’app manipolata chiamata Zsone è stata diffusa attraverso il Google Android Market. Questo Trojan manda segretamente i dati di iscrizione a costosi numeri SMS cinesi. Poiché viene anche intercettata la conferma della registrazione, gli utenti possono scoprire questa truffa solo controllando la propria bolletta.

Le funzionalità di NickiBot includono la possibilità di spiare le sue vittime. Una variante del malware chiamato Google++, è disponibile come applicazione per il social network Google+ e registra rumori di background e chiamate. Il malware utilizza un sito per mandare queste informazioni, tra i cui i dati del tracciamento GPS, a chi ha condotto l’attacco. Questo consente ai criminali di accedere alle informazioni personali e determinare dove l’utente si trovi in qualsiasi momento.

Le cose non vanno meglio per i computer, dove la crescita riscontrata dai G Data SecurityLabs nei primi sei mesi del 2011 è stata del 15.7% se confrontata con lo stesso periodo dell’anno precedente. I nuovi programmi malware in grado di infettare i PC sono stati ben 1.245.403, cifra che potrebbe raddoppiare per la fine del 2011, superando il totale di tutto il malware diffuso tra il 2006 e il 2009.

Fonte PCSELF

G Data: i pericoli dei social network

Il successo dei social network cresce ogni giorno e questo è ormai un fatto innegabile. Purtroppo esiste il rovescio della medaglia. Questa popolarità stimola il cyber crimine a utilizzare l’enorme popolarità di questo mezzo per indurre gli utenti a cliccare su link che rimandano a siti infetti che possono scaricare malware nei loro Pc.

Lo studio sulla sicurezza 2011 condotto da G Data fotografa una situazione che deve far riflettere. Quasi un utente su cinque clicca su tutti i link pubblicati, da chiunque essi siano stati postati. Se dunque rapportassimo questo risultato al solo Facebook significherebbe comunque che più di 130 milioni di utenti non fanno abbastanza attenzione e finiscono nelle trappole dei cyber criminali.
Lo studio, inoltre, evidenzia differenze anche tra i diversi gruppi di utenti: gli utenti più anziani sono di norma più attenti nell’utilizzo di Internet rispetto a quelli più giovani e le donne sono risultate un po’ più consapevoli degli uomini sul tema della sicurezza informatica.

In generale gli utenti più giovani utilizzano i social network più a lungo e in maniera più intensiva rispetto agli utenti più anziani. A dispetto di ciò, però, i “silver surfers” adottano più precauzioni come dimostrato dallo studio di G Data: più anziani sono gli utenti, meno è probabile che questi clicchino su link. Di contro gli utenti più giovani sono più predisposti a correre rischi sui social network. Come l’età diminuisce, così decresce il numero di utenti che operano una distinzione tra link provenienti da fonti conosciute e sconosciute.

Esiste comunque una leggera differenza nel modo con cui uomini e donne utilizzano Facebook e altri siti simili. Gli utenti maschi corrono più rischi nell’utilizzo di Facebook e, in maniera analoga agli utenti più giovani, non badano se un link proviene da una fonte conosciuta o sconosciuta. Le donne, invece, mostrano di essere più attente ai rischi dei social network e preferiscono cliccare solo su link che provengono dalla loro cerchia di amici.

Il testo completo dello Studio sulla sicurezza 2011 di G Data è disponibile in formato pdf a questo indirizzo . L’azienda di sicurezza, inoltre, distribuisce gratuitamente G Data CloudSecurity un plug-in compatibile con tutti i software antivirus gratuiti in grado di bloccare i siti dannosi prima che questi possano causare danni. Maggiori informazioni e download sul sito http://www.free-cloudsecurity.com/.

Fonte PCSELF