Symantec Norton 360 3.0

Symantec Norton 360 3.0 è la terza release di Norton 360, la nota suite di sicurezza e protezione, che integra anche moduli riferiti al backup dei dati e all’ottimizzazione del PC. La soluzione di Symantec conserva la sua tradizionale affidabilità e semplicità di utilizzo, oltre alle funzionalità di sicurezza di ottimo livello.

La semplice interfaccia di Symantec Norton 360 3.0

L’ultima versione di Symantec Norton 360 si dimostra assolutamente brillante e rapida nell’installazione (richiede circa 1 minuto). Se durante il setup vengono rilevati problemi di sicurezza, viene effettuata una prima pulizia per poter portare a termine l’installazione delegando ad una fase successiva le operazioni più approfondite.

Symantec Norton 360 3.0, per la scansione, si affida alla funzione Norton Insight che confronta le applicazioni presenti sul sistema con un database (continuamente aggiornato) contenente software ritenuto affidabile e conosciuto. Questa funzionalità abbrevia enormemente i tempi di scansione rispetto al passato.

In Symantec Norton 360 3.0 è presente anche un ottimo firewall che esegue egregiamente il suo lavoro abilitando le applicazioni affidabili e bloccando quelle identificate come malevoli. Molto valido anche il modulo antispyware che riconosce e blocca il malware in una altissima percentuale di casi. Migliorate le funzioni di protezione della privacy e della navigazione in rete che includono una valutazione dei siti legati all’e-commerce. Straordinariamente efficiente il sistema di gestione dell’identità e delle password che porta Symantec Norton 360 3.0 a primeggiare su software specifici. Sufficienti, ma non eccezionali, le prestazioni antispam e parental control per la protezione dei minori.

Leggi la recensione completa e i giudizi

Fonte PCSELF.COM

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Lo spam costituisce il 90% di tutte le email

La percentuale di posta indesiderata ha toccato ormai livelli preoccupanti: il 90,4% di tutte le email, con un incremento del 5,1%. Lo rivela uno studio di Symantec. Gli attacchi ora sono rivolti verso portali di social networking, molto apprezzati dai truffatori per la loro natura di rete sociale allargata a tantissimi utenti e parecchio flessibili a causa dei contenuti veicolati dagli utenti stessi all’interno della rete.

Gli spammer che usano i più conosciuti siti Internet per ospitare malware è una reminiscenza degli spammer che si appoggiavano un tempo alle più note Web mail e ai servizi di social network per inviare spam.

Interessante constatare che negli Stati Uniti l’apice della circolazione di email di questo tipo viene rilevato in media sempre tra le 9 e le 10 del mattino, nel nostro continente lo spam è distribuito nel corso dell’intera giornata, mentre in Asia la circolazione di email pubblicitarie avviene maggiormente durante la mattina. Questo è probabilmente caisato dalle differenze di fuso orario tra la località da cui agiscono gli spammer e quella in cui viene ricevuta la posta spazzatura.

A chi non lo avesse ancora fatto non resta che dotarsi di un buon programma antispam, magari gratuito.

YouTube: 5.000 video portatori di malware

I laboratori di Panda Security segnalano l’ennesimo esempio di come i cyber criminali stiano colpendo i più popolari siti Web 2.0 per diffondere il malware. In precedenza, abbiamo assistito ad attacchi di portata minore su Digg.com e Facebook. Oggi, sono stati rilevati quasi 5.000 video su YouTube con commenti contenenti link che conducono a pagine sviluppate per scaricare malware.

Questi post sono solitamente a sfondo erotico ed il link sembra collegare ad una pagina web legale con contenuti pornografici. Tuttavia, quando gli utenti cliccano, vengono condotti ad una pagina che sembra l’originale, ma in realtà è stata progettata per scaricare codici pericolosi. Infatti, una volta collegati, verrà richiesto il download di un file per visualizzare il video. Se gli utenti procedono, scaricheranno una copia del falso antivirus PrivacyCenter.

La schermata del falso antivirus PrivacyCenter

Questo malware, quando eseguito sul computer, simula un’analisi del sistema, fingendo di rilevare decine di virus, in realtà inesistenti. In seguito, offre la possibilità di acquistare il falso antivirus a pagamento per eliminarli. L’ultimo scopo dei cyber criminali è quello di guadagnare denaro attraverso la vendita di questa versione “Premium”.

Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Security afferma “la tecnica di utilizzare commenti pericolosi su YouTube non è nuova. Ciò che preoccupa è la quantità di link rilevati che conducono alla stessa pagina web. Questo significa che i cyber criminali stanno sfruttando strumenti automatici per pubblicare questi commenti.”

Un trojan nelle copie pirata di Windows 7

Come è noto, la release candidate di Windows 7 è stata ufficialmente resa disponibile da Microsoft qualche giorno fa e contemporaneamente ha fatto la sua comparsa sui canali non ufficiali. La versione pirata della release candidate che circola in queste settimane proprio attraverso i canali di distribuzione torrent,  contiene al suo interno un trojan molto pericoloso che permetterebbe di aprire la strada ad un malintenzionato che avrebbe così pieno accesso al nostro sistema operativo. Il malware tenterebbe, inoltre, di scaricare da Internet nuovi malware.

Si raccomanda vivamente di non effettuare il download di tale immagine da canali diversi dal sito di Microsoft. La Realease Candidate ufficiale infatti è disponibile in forma totalmente gratuita. Maggiori informazioni sono disponibili a partire da questo indirizzo.

Facebook di nuovo sotto assedio

I laboratori di Panda Security hanno scoperto la nuova variante numero 56 della famiglia di worm Boface, nella quale ogni esemplare è stato progettato per diffondere e scaricare malware attraverso Facebook. Questo è dovuto all’enorme popolarità del social network ed all’alto potenziale offerto per raggiungere numerosi utenti. La variante Boface.BJ.worm, in particolare, usa Facebook per scaricare ed installare falsi programmi antivirus e inganna gli utenti facendo credere loro di essere stati infettati e convincendoli ad acquistare una soluzione di protezione.

Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Security sottolinea “se estrapoliamo questi dati, in linea con il numero di utenti di Facebook, circa 200 milioni, possiamo constatare che 2 milioni di loro potrebbero essere stati infettati. L’aumento delle varianti in circolazione è dovuto all’obiettivo dei cyber criminali di colpire il maggior numero di utenti per incrementare i propri ritorni finanziari.” Analizzando la diffusione dal punto di vista geografico, circa il 40% si situa negli Stati Uniti, mentre il restante in molti diversi paesi.

Il numero di infezioni causate da questo tipo di malware indica una crescita esponenziale del 1.200%, paragonando il mese di aprile 2009 con agosto dello scorso anno. Il business dei falsi programmi antivirus è una delle attività più prolifiche dei cyber criminali in quanto a numero di esemplari in circolazione. I laboratori di Panda Security prevedono un aumento trimestrale superiore al 100% per quest’anno.

Il nuovo worm Boface.BJ raggiunge i computer in diversi modi, attraverso messaggi di posta elettronica contenenti allegati, dowload in Internet, in file trasferiti via FTP, canali IRC, network di file sharing P2P, etc e gli utenti vengono colpiti senza esserne consapevoli.

Una volta che il PC è stato attaccato, il worm impiega quattro ore per entrare in azione e lo fa non appena l’utente accede al proprio account di Facebook inviando a lui e a tutta la sua rete di amici un messaggio.

Se si clicca sul link contenuto al suo interno, si verrà condotti a una finta pagina di YouTube, chiamata “YuoTube”, sulla quale si può vedere un filmato video. Tuttavia, per visualizzarlo, bisognerà procedere con il download di un media player. Se l’utente accetta, il falso antivirus verrà immediatamente scaricato.

Dal momento dell’installazione, questo malware lancerà messaggi di avviso dell’avvenuta infezione del computer, consigliando all’utente di acquistare una soluzione di protezione. Uno dei falsi programmi antivirus mostra questa interfaccia:

Considerando la potenzialità di Facebook in quanto mezzo di diffusione di informazioni tramite le reti virali di amici, possiamo supporre che questo messaggio si propagherà in modo esponenziale, raggiungendo picchi di infezioni molto elevate.

Continua Corrons “gli iscritti ai social network spesso si fidano dei messaggi che ricevono, di conseguenza un numero elevato di loro aprirà e cliccherà sul link in questione. In aggiunta alle misure di sicurezza della piattaforma, gli utenti devono seguire alcune regole base legate alla protezione e privacy personale, per evitare di diventare vittime di frode e contribuire alla distribuzione del malware.

I laboratori di Panda Security consigliano di:

1) Non cliccare su link sospetti provenienti da fonti non affidabili. Questo vale per messaggi ricevuti in Facebook e altri social network ed anche via email.

2) Se si clicca su uno di questi link, verificare sempre la pagina di destinazione. Se non la riconoscete, chiudete il browser.

3) Se non si nota niente di strano, ma viene richiesto di scaricare qualcosa, non accettate.

4) Qualora si procedesse comunque con il download e l’installazione di alcuni file ed il computer iniziasse a lanciare messaggi che comunicano l’avvenuta infezione e l’eventuale acquisto di un antivirus, si tratta molto probabilmente di una frode. Non inserite mai i dati della vostra carta di credito, metterete a rischio il vostro denaro. Inoltre, verificate ulteriormente la sicurezza del vostro sistema con una soluzione online gratuita come Panda ActiveScan.

5) Ultima regola generale, assicuratevi che il vostro computer sia protetto in maniera corretta, per evitare di essere esposti al rischio di attacchi di codici pericolosi. Il nuovo Panda Cloud Antivirus garantisce una protezione adeguata (www.cloudantivirus.com)

Italia paradiso dello spam

La Commissione Ue deve adottare sanzioni civili e penali più incisive, in tutti gli Stati membri dell’Unione e nelle nazioni limitrofe, per combattere la posta elettronica indesiderata. A dichiararlo, il commissario europeo per la Società dell’Informazione dei Media, Viviane Reding: “Lo spam è una vera piaga che ci colpisce tutti quotidianamente”. Un divieto alle comunicazioni indesiderate fa parte della legislazione comunitaria fin dal 2003, ma viene applicato con certo rigore solo in Spagna, Ungheria e Paesi Bassi. E’ questo il motivo che ha spintola Reding, assieme al commissario alla Protezione dei consumatori Meglena Kuneva, a richiedere sanzioni più efficaci e diffuse nei confronti di chi invia spam.

Il 3% del volume totale delle email che ogni giorno flagellano i computer sparsi su tutto il globo trae origine proprio dall’Italia. Seguono la Spagna (2,9%), Gran Bretagna (2,7%) e Germania (2,4%).

Anche Russia (6,4%) e Turchia (4,4%) non sono da meno, nella classifica a livello mondiale, sul podio, troviamo gli  Stati Uniti (19,8%) e Cina (9,9%), con l’Italia saldamente arroccate all’ottava posizione.

In attesa che vengano messi in atto provvedimenti che possano ridurre questa piaga, non resta che affidarsi ad un buon software antispam gratuito.

Nuova violazione su Twitter

Dopo i worm e lo spam, Twitter incappa in problemi di sicurezza interna. Sembra infatti che siano stati violati account di diversi personaggi famosi del mondo dello spettacolo e quello di un dipendente della stessa azienda del servizio di micro-blogging.

Hacker Croll, come si fa chiamare l’hacker, è riuscito ad accedere al profilo personale di Jason Goldman, director of product management di Twitter, creando degli screenshot delle sue azioni, diffondendoli poi su un forum online.

Sembra, poi, che lo stesso hacker sia riuscito ad accedere agli account di Britney Spears e Ashton Kutcher. I vertici di Twitter avrebbero confermato la notizia, affermando di aver rilevato dei stranezze all’interno degli account presi di mira.

Secondo i portavoce di Twitter, sarebbero stati violati dieci profili, ma non sono state comunque rilevate modifiche ai contenuti degli utenti. Si può supporre anche che non siano state attinte informazioni personali da diffondere all’esterno.