Scareware: migliaia di pagine Web infette

La società Cyveillance ha notificato nel proprio blog un attacco di tipo scareware su larga scala, che a quanto pare ha coinvolto all’incirca 200,000 pagine Web.

Google, suo malgrado, ha avuto un ruolo di primo piano nell’attacco, facendo puntare gli utenti alle pagine infette qualora venissero usate particolari keyword per la ricerca.

Stando al report, i termini sfruttati per portare a buon fine l’attacco non solo quelli classici come “Britney Spears”, “Obama” o “Paris Hilton”.

I “risultati infetti” vengono restituiti da Google solo quando viene usata una combinazione di parole più lunghe nel campo di ricerca.

I criminali hanno utilizzato a proprio vantaggio il fatto che la maggior parte delle query immesse quotidianamente in Google sono composte da sequenze di quattro/cinque parole.

Per fare indicizzare al motore di ricerca la sequenza, hanno quindi installato il proprio blog nelle pagine Web compromesse e generato in maniera automatica dei post con i titoli contenenti le parole in questione.

Per esempio, sequenze del tipo “las vegas rental no credit check”, “real world melinda and danny” o “uninvited song lyrics alanis morrissette”.

Purtroppo il sistema di protezione link di Google non ha funzionato perché questo segnala come “pericoloso” un link che manda direttamente ad una pagina contenente malware. In questa situazione invece si tratta di link che fanno il redirect verso le vere pagine infette.

Gli utenti che arrivino ad una delle pagine in questione vengono fatti puntare ai server dei criminali: da qui parte l’inganno che vede una finta scansione antivirus presentare risultati fasulli al fine di “forzare” l’utente a scaricare un finto software antivirus.

Sembra che il redirect si attivi unicamente se l’utente raggiunge le pagine cliccando direttamente sui risultati di Google. Nel fake blog viene infatti controllato il referrer HTTP.

Da alcune verifiche è stato accertato che i domini che attuano la “finta scansione” sono tutti registrati col registrar cinese TodayNIC.com. Sembra inoltre che siano anche coinvolti nella diffusione del worm Koobface.

Sulle modalità con cui i cracker siano riusciti a modificare le pagine Web non c’è ancora completa chiarezza, sembra però che in alcuni casi sia stata sfruttata una vulnerabilità della vecchia versione 1.4.24 della foto gallery Coppermine.

Panda Security scopre un falso Facebook

I laboratori di Panda Security hanno rilevato una finta pagina di Facebook progettata per rubare le password degli utenti di questo social network. URL e contenuto della pagina Web sono simili a quelli reali, per questo motivo coloro che vi accedono potrebbero essere confusi e inserire nome e password. In questo caso, la pagina darà un errore e ciò potrebbe aiutare a comprendere che si tratta di un sito pericoloso. Ogni informazione fornita finirà direttamente nelle mani degli autori di questa pagina.

Luis Corrons, direttore tecnico dei laboratori di Panda Security afferma “questo URL fraudolento è stato probabilmente diffuso attraverso email e tecniche di BlackHat SEO. Una volta che i cyber criminali entrano in possesso dei dati degli utenti, saranno in grado di realizzare tutte le tipologie di azioni dagli account, inclusi la pubblicazione di commenti spam con link pericolosi, l’invio di messaggi ai contatti, etc.”

Per evitare di essere vittime di questa frode, i laboratori consigliano di:
- non rispondere o aprire link di email insolite
- controllate attentamente che l’URL nel quale state inserendo i dati sia realmente quello di Facebook (www.facebook.com). Questi siti fittizi spesso utilizzando indirizzi simili, magari con una sola lettera sbagliata.
- Se per sbaglio foste entrati in una di queste pagine, collegatevi immediatamente al vostro account e cambiate la password per evitare l’accesso a chiunque.

Se non riusciste ad accedervi, Facebook offre servizi attraverso i quali potete reclamare la proprietà del vostro account e recuperarla.

Fonte PCSELF.COM

La Top20 dei malware di Ottobre

Kaspersky Lab sottopone all’attenzione degli utenti la classifica relativa alla diffusione dei diversi tipi di malware in Ottobre. A partire da questo mese, la nostra classifica viene compilata con i dati relativi a tutti i prodotti che dispongono del supporto di KSN: alla versione 2009 abbiamo aggiunto la 2010. Per questo motivo le due Top 20 ottenute dal lavoro di Kaspersky Security Network, sono leggermente cambiate rispetto al solito. Inoltre, in entrambe le Top 20 abbiamo riscontrato una crescita considerevole degli indici, dovuta al fatto che il numero di utenti “guariti” grazie al KSN è aumentato notevolmente.

Nella prima tabella troviamo quei programmi dannosi e potenzialmente indesiderati che sono stati individuati sui computer degli utenti e neutralizzati al primo contatto.

Posizione – Malware -  Variazione – N.  computer infettati
1 Net-Worm.Win32.Kido.ir 3 344745
2 Net-Worm.Win32.Kido.ih -1 126645
3 not-a-virus:AdWare.Win32.Boran.z 0 114776
4 Virus.Win32.Sality.aa -2 87839
5 Worm.Win32.FlyStudio.cu 6 70163
6 Trojan-Downloader.Win32.VB.eql -1 52012
7 Virus.Win32.Induc.a 0 49251
8 Packed.Win32.Black.d Nuovo 39666
9 Worm.Win32.AutoRun.awkp Nuovo 35039
10 Virus.Win32.Virut.ce -3 33354
11 Packed.Win32.Black.a Rientro 31530
12 Worm.Win32.AutoRun.dui -1 25370
13 Trojan-Dropper.Win32.Flystud.yo 4 24038
14 Trojan-Dropper.Win32.Agent.bcyx Nuovo 22471
15 Packed.Win32.Klone.bj Rientro 21919
16 Trojan.Win32.Swizzor.b Rientro 19496
17 Trojan-Downloader.WMA.GetCodec.s Nuovo 18571
18 Worm.Win32.Mabezat.b -4 19708
19 Trojan-GameThief.Win32.Magania.cbrt Nuovo 17610
20 Trojan-Dropper.Win32.Agent.ayqa Nuovo 16909

Net-Worm.Win32.Kido.ir, apparso per la prima volta a settembre, ha raggiunto la vetta della Top 20, spodestando il campione di lungo corso Kido.ih, ulteriore conferma del fatto che le memorie di massa e i dispositivi mobili sono tra le principali fonti d’infezione.
Una parola sui dispositivi mobili: al rappresentante consolidato della categoria, il worm Autorun.dui, si è unito il worm analogo Autorun.awkp, balzato immediatamente al 9° posto. Sotto questo nome si nascondono altri file, che scaricano automaticamente i malware sui dispositivi mobili.
Questo mese abbiamo poi assistito al ritorno di vecchi protagonisti della prima Top 20: Packed.Win32.Black.a, Packed.Win32.Klone.bj e Trojan.Win32.Swizzor.b. Inoltre, a Black.a si è unita la nuova versione: Black.d. Ricordiamo che alla famiglia Packed.Win32.Black appartengono programmi che vengono attivati grazie all’utilizzo di versioni non autorizzate di utility (legali) per la protezione dei file eseguibili. Nella fattispecie si tratta di ASProtect, molto popolare tra i cybercriminali.

Il downloader multimediale GetCodec.s è il fratello di GetCodec.r, del quale abbiamo già parlato a dicembre scorso: si diffonde utilizzando il medesimo worm P2P-Worm.Win32.Nugg.

Torna ad essere attiva la famiglia Magania, un tempo molto nota: a luglio Trojan-GameThief.Win32.Magania.biht è entrato nella Top 20 dei malware più diffusi su Internet. Ad ottobre una nuova versione del malware, Magania.cbrt, insieme al Trojan-Dropper.Win32.Agent.ayqa, anch’esso legato a questa famiglia, sono entrati nella lista dei 20 malware più frequentemente individuati sui computer degli utenti.
Complessivamente, in questo mese, abbiamo riscontrato innanzitutto un’attiva diffusione dei malware attraverso i dispositivi mobili digitali, e anche l’attività di Trojan per giochi on-line, fenomeno per ora non preoccupante ma comunque degno di attenzione.

La seconda tabella descrive la situazione su Internet. In questa classifica si trovano infatti malware che sono stati individuati nelle pagine Web nonché tutti quelli i cui tentativi di caricamento avvengono sempre attraverso le pagine Web.
In questa seconda Top 20, come al solito, la situazione è piuttosto vivace e variegata.

Posizione Malware Variazione
1 Trojan-Downloader.JS.Gumblar.x Nuovo 459779
2 Trojan-Downloader.JS.Gumblar.w Nuovo 281057
3 Trojan-Downloader.HTML.IFrame.sz 0 192063
4 not-a-virus:AdWare.Win32.Boran.z -3 171278
5 Trojan.JS.Redirector.l -3 157494
6 Trojan-Clicker.HTML.Agent.aq -1 118361
7 Trojan-Downloader.JS.Zapchast.m Nuovo 112710
8 Trojan.JS.Agent.aat Rientro 107132
9 Trojan-Downloader.JS.Small.oj Nuovo 60425
10 Exploit.JS.Agent.apw Nuovo 50939
11 Exploit.JS.Pdfka.ti -7 46303
12 Trojan.JS.Popupper.f Nuovo 39204
13 Trojan-Downloader.JS.IstBar.bh -1 34944
14 Trojan.JS.Zapchast.an Nuovo 30546
15 Trojan-Downloader.JS.LuckySploit.q -6 29105
16 Trojan-Downloader.JS.Agent.env Nuovo 27405
17 Trojan-Dropper.Win32.Agent.ayqa Nuovo 26994
18 Trojan-Clicker.HTML.IFrame.mq Rientro 26057
19 Trojan-GameThief.Win32.Magania.bwsr Nuovo 26032
20 Exploit.JS.Agent.anr Nuovo 25517

I primi due posti in classifica li hanno conquistati due nuove versioni del downloader script Gumblar che, apparso alla fine del mese, ha già raggiunto posizioni di testa.

Nelle nuove versioni di Gumblar la tecnologia di infezione dei siti Web è diventata ancora più sofisticata. Nella prima versione le pagine di siti del tutto legali infettavano direttamente il cuore dello script, grazie al quale, all’insaputa del visitatore della pagina, veniva utilizzato uno script situato sul sito del cybercriminale. Oggi nelle risorse Internet compromesse vengono inseriti link a script malware, a loro volta situati su altre risorse Internet perfettamente legali e già infettate, fatto che complica il processo di analisi e pulizia delle reti.

Alcune varianti dello script nascondono al proprio interno il trojan menzionato in precedenza, e al momento dell’esecuzione tentano di scaricare Kates.j sul computer dell’utente e di metterlo immediatamente in esecuzione automatica. Lo scopo principale di questo tipo di infezione è il furto di dati sensibili dell’utente, nella fattispecie quelli utilizzati per l’accesso ai siti Web, che vengono in seguito infettati.

Va detto, nonostante l’attacco effettuato con l’aiuto di Gumblar sia stato progettato in modo molto attento, già nei primi giorni dell’attacco i nostri specialisti sono riusciti a individuare e a collegare in modo efficiente tutti i tasselli del puzzle criminale. La tecnica della suddivisione dello script in diverse parti sta diventando sempre più popolare. In questo mese, dei 20 componenti della classifica dei malware, un quarto è strutturato secondo tale principio: Trojan-Downloader.JS.Zapchast.n, Trojan-Downloader.JS.Small.oj, Exploit.JS.Agent.apw, Trojan.JS.Zapchast.an eTrojan-Downloader.JS.Agent.env.

Inoltre, tra i venti malware più diffusi su Internet sono apparsi Trojan-Dropper.Win32.Agent.ayqa, di cui abbiamo parlato poco sopra, e un esempio di un altro tipo di programma, pensato per il furto delle password dei giochi on-line: Trojan-GameThief.Win32.Magania.bwsr.
Riassumendo, l’evento principale del mese per quanto riguarda Internet si può senza dubbio considerare l’infezione di massa di siti legali attraverso nuove versioni del downloader script Gumblar. In aggiunta a ciò, si riscontra una notevole attività nell’uso di tecnologie di suddivisione degli script in diverse parti per complicarne l’analisi e l’individuazione.

Furti bancari per 100 milioni di dollari

Ammonta a 100 milioni di dollari il bottino messo a segno dai criminali informatici attraverso i furti di dati bancari online. Lo segnala una nota ufficiale del Federal Bureau of Investigation (FBI) rilanciando più che mai il problema malware.

Gli attacchi ai conti bancari online si sono diffusi sempre di più negli Stati Uniti, toccando il picco nello scorso mese di ottobre. Le vittime sono solitamente associazioni locali e piccole aziende, ma anche scuole e amministrazioni municipali.

Il copione è sempre lo stesso. Un malware arriva tramite un allegato infetto o un link ad un sito compromesso. Una volta attivato, il malware scarica e installa un keylogger che registra tutti i tasti premuti sul computer, compresi username e password dei conti correnti online, che nelle piccole imprese e nelle associazioni sono molto usati a causa dei frequenti pagamenti da effettuare.

Una volta ricevuti i dati necessari, l’aggressore comincia a trasferire diverse somme di denaro, spesso su altri conti correnti all’interno degli Stati Uniti, facendo fare al bottino diversi “salti” al fine di far perdere le tracce. Molti dei conti correnti appartengono a persone compiacenti, contattate tramite il tipico spam “lavora e guadagna da casa” o tramite annunci di lavoro. Altre volte si tratta di conti correnti violati con la stessa tecnica del conto da svuotare.

La nota dell’FBI rivela che parte dei furti e delle frodi sono dovuti anche alle stesse banche. Soprattutto nelle piccole cittadine, le amministrazioni e le aziende tendono ad aprire i propri conti correnti in piccole banche locali, che si affidano a servizi di terze parti per i trasferimenti elettronici (chiamati ACH: “Automatic Clearing House”, una sorta di bonifico online).

L’aggiunta di un ulteriore passaggio nel trasferimento, e soprattutto la frequente disattenzione delle più banali norme di sicurezza informatica, come l’installazione di antivirus e firewall, rendono la vita facile ai criminali. La mancanza di controlli nelle piccole filiali potrebbe presto mettere in serio pericolo l’intero sistema di pagamenti online.

Windows 7: senza antivirus è poco sicuro

Se dal punto di vista della velocità Windows 7 ha parecchie frecce al proprio arco, sembra che altrettanto non si possa dire analizzando l’aspetto della sicurezza. Sono parecchie, infatti, le critiche avanzate al nuovo nato di casa Microsoft. I primi segnali di allarme sono stati lanciati da G DATA che ha monitorato e analizzato la protezione del nuovo sistema operativo. Stando a quanto riportato dall’azienda specializzata nello sviluppo di soluzioni di sicurezza informatica, Windows 7 può vantare qualche funzione di protezione in più rispetto a Vista, tuttavia non rappresenta una reale evoluzione rispetto al precedente sistema operativo, poichè molte funzioni di protezione si possono eludere. Secondo G DATA “È solo una questione di tempo e gli specialisti del malware saranno in grado di fornire tecniche di aggressione adeguate ai delinquenti del mercato criminale online”.

Nel White Paper “Sicurezza del sistema in Windows 7”, G Data fa una panoramica dei cambiamenti e dei punti di debolezza che ancora permangono, fornendo agli utenti le seguenti informazioni sui più rilevanti cambiamenti in fatto di sicurezza in Windows 7:

- Punto di debolezza sulla gestione dell’account utente: nuovi livelli per la visualizzazione dei messaggi di avviso del controllo account utente (UAC) causano rischi per gli utenti.
- Windows Firewall e Windows Defender: insufficienti meccanismi di protezione inducono negli utenti un falso senso di sicurezza
- AppLocker e Bitlocker: funzioni utili, ma solo per le aziende

La valutazione di Ralf Benzmüller, Manager of G Data Security Labs, è senza appello: “le innovazioni di sicurezza di Windows 7 sono quasi identiche a quelle di Vista e, in verità, sono più che altro di natura estetica.”

Anche Sophos rilascia un giudizio poco incoraggiante: durante dei test eseguiti su un PC privo di antivirus, Windows 7 è risultato vulnerabile a ben otto virus su dieci. La responsabilità va addebitata alla configurazione standard della UAC che non sarebbe in grado di proteggere un computer da malware di ultima generazione.

Il risultato del test effettuato da Sophos

Anche in futuro, quindi, per proteggere i sistemi Windows da attacchi ed abusi, saranno necessari software di protezione in grado di offrire un protezione efficiente ed efficace.

Fonte PCSELF.COM

Microsoft risolve il problema della patch CryptoAPI

Microsoft ha rilasciato un workaround per risolvere i problemi introdotti dall’aggiornamento al problema della libreria CryptoAPI (vedi Security Bulletin MS09-056).

Questo update rilasciato in occasione dell’ultimo Patch Day era di fondamentale importanza per mettere in sicurezza i sistemi Windows data la grave falla che interessava la libreria CryptoAPI, utilizzata dai software più disparati, in primis da browser come Internet Explorer, Safari e Google Chrome.

A dimostrazione della pericolosità di questa falla, va ricordato che sono comparsi certificati SSL fasulli (caso Paypal) in grado di ingannare i browser.

Purtroppo però l’aggiornamento ha causato grossi problemi ad altre applicazioni tra le quali Live Communication Server 2005, Office Communications Server 2007 e la versione di prova di Office Communicator 2007: in particolare gli utenti non erano più in grado di connettersi ai rispettivi server.

Il programma ocsasnfix.exe (disponibile qui) corregge i problemi sia lato client che server.

Dettagli su come utilizzarlo sono stati pubblicati da Microsoft in un apposito articolo nella “knowledgebase”.

Nel frattempo sono stati rivisti e rilasciati nuovamente anche gli update MS09-062 e MS09-043.

Nuova minaccia per gli utenti Facebook

I ricercatori di CA in ambito sicurezza lanciano un nuovo allarme per segnalare la diffusione di e-mail che invitano gli utenti ad aggiornare il proprio account su Facebook ma in realtà permettono a organizzazioni criminali di impossessarsi delle credenziali di coloro che cadono nella trappola.

Di recente, infatti, è stata riscontrata la diffusione di una serie di e-mail falsamente provenienti da Facebook. Il messaggio richiede al destinatario di aggiornare il proprio account per motivi di manutenzione del sistema di accesso al noto social network.

La mail contiene un collegamento di presunto aggiornamento (update) e invita l’utente a cliccarvi sopra.

Il collegamento apre il browser indirizzando l’utente ad una pagina Web che sembra quella di Facebook ma che in realtà altro non è che una subdola copia del sistema di accesso al social network che richiede le credenziali all’utente.

Una volta inserite le credenziali di accesso, queste vengono inviate ai cybercriminali che hanno architettato l’operazione.

Nel momento in cui vengono rubate le credenziali di accesso, l’utente è anche invitato a installare una sorta di programma – denominato updatetool – che in realtà si rivela una variante del noto Zbot (trojan il cui scopo è di rubare le password contenute all’interno del PC dell’utente vittima).

Il software di sicurezza di CA rileva e blocca questa variante del trojan Zbot, in modo da salvaguardare gli utenti.

Gli esperti di CA raccomandano di:

prestare molta attenzione alle e-mail che gli utenti ricevono quotidianamente
mantenere aggiornato il proprio software di sicurezza.

Eliminare i Flash Cookies dal PC

Durante la navigazione sul Web, i vari siti visitati lasciano traccia delle visite effettuate tramite l’utilizzo di cookies, piccoli files che permettono ai siti di identificare il nostro account ed in un certo senso anche di spiare le nostre attività, memorizzando per esempio il numero di ingressi o la data dell’ultimo accesso al sito.

Utilizzare regolarmente un buon cleaner per cancellare eventuali cookies ed altre tracce di navigazione è sempre consigliabile. C’è però una categoria di cookies insidiosa e non non molto conosciuta, i cosiddetti Flash Cookies sulla quale occorre fare un po’ di chiarezza. Questi cookies vengono creati dal plugin Flash del browser e mantengono le impostazioni personalizzate per quanto riguarda le applicazioni Flash che utilizziamo mediante il browser, per esempio il player video di YouTube.

Rispetto ai tradizionali Cookies HTTP che registrano al massimo 4 Kilobite di informazioni, questi speciali “Flash Cookies” sono in grado di tracciare e immagazzinare le tue informazioni per decine di MB, e sono molto difficili da rintracciare sul tuo PC dato che sono archiviati separatamente dai normali Cookies facilmente gestibili utilizzando le Opzioni Internet negli Strumenti del browser.

Per visualizzare i Flash Cookies installati è sufficente collegarsi alla pagina Pannello Impostazioni generali della privacy del sito Adobe. Da qui si ha la possibilità, oltre che cancellare i cookies presenti, bloccare la loro memorizzazione deselezionando la spunta “Consenti a contenuto Flash di terze parti di memorizzare dati sul computer” nella scheda “Impostazioni generali di memorizzazione”.

Volendo procedere manualmente all’eliminazione si può cancellare i files con estensione .sol che si trovano nella cartella Application Data all’interno del proprio profilo utente.

Per acceredvi basta premere i tasti Windows+R (o selezionare il pulsante Start e poi Esegui) ed inserire il seguente comando

%APPDATA%\Macromedia\Flash Player\macromedia.com\support\flashplayer\sys\

e premere il bottone OK o il tasto Invio.

Si aprirà quindi la la finestra di Esplora Risorse che punterà alla cartella contenente tutti i Flash Cookie. Non resta altro che eliminare tutti i files .sol presenti nelle varie sottocartelle. Volendo potete aggiungere il percorso adatto al vostro sistema alla lista dei files personalizzati che farete cancellare dal vostro cleaner di fiducia, per automatizzare la procedura.

Halloween sfruttato per colpire i PC

Non è la prima volta che accade e sicuramente non sarà neanche l’ultima. La popolare e discussa festività di Halloween, corrispondente alla vigilia della festa cattolica di Ognissanti, anche quest’anno viene sfruttata per diffondere malware. Lo segnala Panda Security, la nota azienda di soluzioni software antivirus e content security. Molti siti Web, ben posizionati sui motori di ricerca, sono anche utilizzati per distribuire falsi programmi antivirus. Questi finti programmi sono soliti mostrare messaggi allarmanti per i navigatori per avvisarli che il PC è stato infettato ed è necessario acquistare una licenza del programma. Con un semplice clic, gli utenti verranno condotti su una pagina in apparenza legittima, che li renderà vittime di una frode.

L’aggressività di queste false applicazioni è sempre più forte ed è bene prestare attenzione:

1) Se conoscete l’indirizzo del sito che volete visitare, digitatelo direttamente nel browser.
2) Se dovete cercare un sito, utilizzate un tool di navigazione web che ne indichi subito la validità o la pericolosità.
3) In presenza di bambini, installate un efficace di sistema di parental control, che fornirà la garanzia di una navigazione sicura e ed il blocco a contenuti inappropriati.
4) Non aprite link sospetti provenienti da fonti non affidabili. Questa regola dovrebbe essere applicata anche ai messaggi ricevuti su Facebook e su tutti gli altri social network.
5) Se doveste cliccare su uno di questi link, controllate subito la pagina sulla quale venite condotti. Se non la riconoscete, chiudete immediatamente il browser.
6) Se non notaste niente di strano, ma vi venisse richiesto di scaricare il download di qualche elemento, non accettate.
7) Assicuratevi di essere dotati di un adeguato sistema di sicurezza che vi protegga in qualsiasi circostanza.

Utenti Facebook: attenzione al trojan Bredolab

Gli esperti di sicurezza sono impegnati nell’avvisare l’intera community Facebook in merito alla diffusione di un trojan, identificato come Bredolab, che mira alla formazione di una vasta botnet.

Il contagio avviene mediante l’invio agli utenti di un messaggio email dal titolo “Password Reset Confirmation email“, all’interno del quale viene comunicata la variazione della parola chiave necessaria per accedere al celebre social network. Ovviamente, il file allegato non contiene le nuove credenziali dell’account, bensì codice maligno.

Si tratta di una minaccia nota già da qualche mese, ma che solo in questi giorni si sta espandendo in rete a macchia d’olio, facendo registrare un volume di ben 350.000 messaggi intercettati. I suoi programmatori hanno previsto l’inclusione di un algoritmo in grado di aggirare i firewall, appoggiandosi ai processi di sistema svchost.exe and explorer.exe.

Ovviamente, per far fronte al pericolo, è consigliato diffidare da qualsiasi comunicazione simile possa giungere nella casella email, anche se apparentemente reca la firma autentica del team di Facebook. Soprattutto, eventuali allegati non vanno aperti.

Per incrementare il livello di sicurezza, infine, è come sempre buona norma eseguire un aggiornamento al database del proprio software antivirus.